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Aspetta Primavera, CantinaJazz! @ Lumiere (Pisa)
L’appuntamento del 26 Marzo celebra, allo stesso tempo, l’inizio della primavera e il Capodanno Pisano che cade esattamente il giorno precedente. Per cominciare degnamente l’Anno Pisano CantinaJazz si è sforzata di mettere la primavera nel calice, nel piatto e nelle orecchie grazie a una selezione accurata di brani “primaverili”. Moltissimi i protagonisti di questa serata: la Cantina Terenzuola di Ortonovo, che presenta tre dei suoi vini più primaverili, le erbe spontanee del Monte Pisano, raccolte a mano per voi (dall’esperto Fabrizio Lari) e confezionate in piatti attualmente desueti ma di grande valore nutraceutico e salutistico, i formaggi del Caseificio Nuovo di Poggibonsi e i liquori di Taccola1895 e dell’azienda agricola Il Conventino di Montepulciano.
Cominciamo dalle erbe spontanee: sono una riscoperta di tradizioni purtroppo perdute (o quasi) che in altri tempi, in questa stagione, arricchivano validamente i piatti delle precedenti generazioni. Non avrebbe senso proporle senza una adeguata presentazione: la serata del 26 comincerà quindi con una introduzione divulgativa a queste erbe spontanee di grande valore nutraceutico. La relazione è affidata al prof. Stefano Benvenuti che il pubblico di CantinaJazz ha già conosciuto nella serata dedicata ai fiori e in quella dedicata alle spezie. Stefano, con la sua consueta oratoria brillante e capacità di concentrare i concetti essenziali, ci illustrerà le virtù di queste erbe oggi ignorate, ma decisamente da riscoprire. Mentre ascolteremo questa introduzione, inaugureremo la serata con un long drink aperitivo realizzato mescolando il gin “Ginepraio” del Conventino di Montepulciano con il “Rosa Antico“, elisir di corbezzolo ligure di Taccola1895.
Nel primo momento “canonico” faremo la conoscenza col “Vigne Basse 2016“, freschissimo blend di Vermentino (95%) e Albarola (5%), bianco base della cantina Terenzuola, che mostra caratteri primaverili sin nel profumo fresco, molto ricco con sentori che vanno dalla speziatura vegetale fino al sapido del suolo marino delle CinqueTerre. Forte ed elegante in bocca, siamo sicuri che vi sembrerà di buon auspicio per la Primavera appena iniziata.
Nel piatto invece avremo un tris di crostini (acetosa e noci, centocchio e rughetta selvatica, agliaria e pimpinella) e un frittino di borragine.
Il secondo momento è dedicato al “Fosso di Corsano 2015“, il Vermentino in purezza della Terenzuola, più maturo e potente del precedente (14 gradi), con toni simili ma più vissuti, sia per l’anno in più, sia per la tipologia del vermentino, che lo rende un vino più “estivo” che “primaverile”. Questo verrà accompagnato da un Parmantier di porro selvatico.
Nel terzo momento, Terenzuola ci presenta un “Vermentino nero 2015“, vinificato in modo da preservare integri i profumi e i sapori giovanili di quest’uva rara e caratteristica della Lunigiana costiera. Ottimamente fruttato con sentori di ciliegia il profumo, ricco anche di note scure (liquirizia) il gusto, molto vivace ma equilibrato insieme. Su questo rosso abbiniamo due frittatine, una all’ortica e l’altra al triquetro, accompagnate dal Muffone, un formaggio di mucca a pasta morbida del Caseificio Nuovo di Poggibonsi.
Infine, Chiara Taccola ci presenta il suo blasonatissimo Vermouth rosso, che a Milano sta diventando un must da fine cena, e su questo proporremo un’improvvisazione dello chef (beh, l’improvvisazione non deve essere un’esclusiva dei musicisti…).
A presentare vini e liquori si alterneranno sul palco: Marco Zito, Danika Tognotti, Valentina Panicucci e Luca Barsanti.
Sul versante musicale, Emiliano questa volta è allo stesso tempo, favorito e messo in difficoltà. Favorito perché tutti i sapori e gli odori con cui saremo sensorialmente impegnati sono frutto della stagione primaverile e del territorio che ci circonda, quindi esprimono innanzitutto la spontaneità, che è proprio la cifra distintiva del jazz. Allo stesso tempo è in difficoltà, perché questa spontaneità si sviluppa su un ventaglio davvero molto ampio di emozioni e di apparentamenti, richiami e dissonanze, il che vuol dire che il repertorio musicale sarà più umorale e variegato della media.
Dandovi qualche dettaglio in più, vi sveliamo che sul primo vino i brani abbinati giocheranno sulla ricchezza del bouquet di profumi e sapori, che dall’erbaceo giungono al sapido. Quindi ascolterete brani come Giant Steps di John Coltrane, che fanno dei cambiamenti di tonalità il loro divertimento virtuosistico. Il secondo vino, che è in un certo senso il “fratello maggiore” del primo, presenterà dei paralleli musicali e ascolterete come un arrangiamento diverso permetta a un brano di rivelarsi come il “fratello maggiore” di un arrangiamento più sbarazzino. L’unico rosso della serata, altrettanto beverino dei bianchi, presenterà degli arrangiamenti di brani da rosso, in ritmi più vivaci in linea con la pronta beva del Vermentino nero. Infine, sul Vermouth, usciremo dal repertorio jazz per avvicinarci al rock, più consono a questo liquore di elevata complessità.
Questo ampio repertorio Emiliano ve lo presenterà accompagnato da: Piero Frassi (piano), Nino Pellegrini (c.basso), Vladimiro Carboni (batteria) e Nico Gori (sax e clarinetto). Non mancheranno gli stacchi poetici di Michele Cristiano Aulicino.
